Transizione impiantistica: cosa chiedere oggi all’impiantista di verniciatura

Estratto dalla relazione presentata durante i P&E Coating Days 2025 di
Luca Maitan, Trasmetal

La progettazione di un impianto di verniciatura sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Se in passato la scelta dell’impianto era principalmente legata alle caratteristiche produttive e ai cicli di verniciatura, oggi il committente deve valutare un insieme molto più ampio di aspetti: competenze dell’impiantista, integrazione digitale, automazione, sicurezza, normative, consumi energetici, emissioni, assistenza e costi complessivi di gestione. L’articolo, estratto dalla relazione di Luca Maitan di Trasmetal presentata ai P&E Coating Days, propone proprio il punto di vista del cliente e una serie di criteri da considerare già nelle prime fasi di progettazione.

Competenze, esperienza e solidità dell’impiantista

Il primo elemento da valutare è la capacità dell’impiantista di gestire l’intero progetto. La realizzazione di un impianto può richiedere tempi molto lunghi e coinvolgere competenze diverse, dalla progettazione meccanica ed elettrica allo sviluppo software, dalla robotica all’integrazione dei sistemi.

È quindi importante verificare la solidità finanziaria dell’azienda, le esperienze precedenti nella realizzazione di impianti analoghi e le competenze dei fornitori esterni eventualmente coinvolti. L’esperienza specifica permette infatti di ridurre il rischio di errori progettuali, ritardi e costi aggiuntivi. Anche la capacità di supportare il cliente nell’accesso a strumenti di finanziamento e cofinanziamento può diventare un elemento importante nella valutazione dell’investimento.

Progettazione tecnica: intervenire prima possibile

Un progetto efficace deve affrontare fin dalle prime fasi gli aspetti tecnici fondamentali. Tra le richieste che il committente dovrebbe porre all’impiantista rientrano, ad esempio, una prima definizione del P&I (Piping & Instrumentation) e dell’air flow, utili per verificare anticipatamente le esigenze del processo e individuare eventuali criticità.

Queste verifiche non dovrebbero essere rimandate alla fase finale: secondo l’approccio illustrato nell’articolo, è opportuno arrivare a discutere P&I e air flow preliminari anche prima della conclusione del contratto, così da avere una visione più chiara della soluzione progettuale.

Normative e sicurezza integrate nella progettazione

Le normative rappresentano un altro elemento centrale. L’evoluzione dei requisiti in materia di sicurezza, emissioni e conformità rende sempre più importante affrontare questi aspetti durante la progettazione e non a impianto ultimato.

Intervenire tardivamente per adeguare un impianto alle normative può infatti comportare modifiche complesse e costose e, nei casi più critici, compromettere il collaudo. Per questo motivo l’impiantista dovrebbe possedere competenze normative specifiche, direttamente o attraverso professionisti specializzati in grado di coordinare correttamente le esigenze del progettista e quelle del cliente.

Automazione, software e robotica

La crescente integrazione tra impianti di verniciatura e sistemi informativi aziendali rende l’automazione un elemento sempre più strategico. La capacità dell’impiantista di sviluppare e gestire internamente PLC e software può facilitare notevolmente le attività di integrazione, messa a punto e successive modifiche.

Nella realtà, infatti, non tutti i dettagli dell’impianto possono essere definiti prima dell’avvio della produzione. La possibilità di intervenire rapidamente sul software anche dopo la consegna diventa quindi un importante elemento di flessibilità.

Lo stesso vale per la robotica: la presenza di specialisti con esperienza nel commissioning permette di coordinare meglio robot, automazione e attività dell’operatore, migliorando la comunicazione tra i diversi sistemi e aumentando la flessibilità produttiva.

Efficienza energetica, emissioni e sostenibilità

La transizione impiantistica passa anche dalla riduzione dei consumi e delle emissioni. Un impianto moderno deve garantire le prestazioni richieste utilizzando la minor quantità possibile di energia.

Tra le soluzioni considerate rientrano:

  • forni a basso consumo;
  • sistemi di ricircolo dell’aria;
  • recupero del calore e del freddo;
  • motori ad alta efficienza;
  • tecnologie per la riduzione delle emissioni di COV.

La riduzione dei consumi energetici non rappresenta solamente un obiettivo ambientale, ma ha un impatto diretto sul costo di esercizio dell’impianto. Allo stesso tempo, la progettazione dei sistemi di abbattimento deve garantire prestazioni stabili nel tempo: un impianto progettato per emissioni molto basse deve mantenere tali prestazioni anche durante l’utilizzo prolungato.

Assistenza, ricambi e durata dell’investimento

Un impianto di verniciatura è progettato per operare per molti anni. Per questo motivo la valutazione dell’impiantista non dovrebbe fermarsi alla fase di installazione e collaudo.

Diventano fondamentali la disponibilità di assistenza tecnica, la reperibilità dei ricambi e la possibilità di mantenere efficiente l’impianto nel lungo periodo. La scelta di componenti facilmente reperibili può ridurre i tempi di fermo e contribuire a preservare il valore dell’investimento.

Il vero parametro: Total Cost of Ownership

Il punto conclusivo dell’analisi è il Total Cost of Ownership (TCO). Il prezzo di acquisto iniziale non è sufficiente per determinare la convenienza di un impianto: è necessario considerare anche tutti i costi diretti e indiretti sostenuti durante il suo ciclo di vita.

Consumi energetici, manutenzione, ricambi, prestazioni produttive, emissioni, fermi macchina e durata dell’impianto possono infatti trasformare un investimento inizialmente più economico in una soluzione meno competitiva nel lungo periodo.

La scelta dell’impianto dovrebbe quindi essere valutata in funzione del costo complessivo di esercizio e dell’effettivo ritorno dell’investimento (ROI). Un impianto realmente efficace non deve soltanto rispettare le specifiche tecniche e normative, ma deve rappresentare nel tempo una fonte concreta di efficienza e redditività per l’azienda.

In sintesi, la “transizione impiantistica” richiede un cambio di prospettiva: il cliente non deve scegliere semplicemente un impianto, ma un partner tecnologico capace di accompagnarlo dalla progettazione alla gestione nel lungo periodo, integrando competenze, automazione, sostenibilità, sicurezza e controllo dei costi.

L’articolo completo è disponibile su Verniciatura Industriale 696.