La rigenerazione delle vernici in polvere da fini e overspray: prestazioni comparate tra prodotti vergini e rigenerati

Estratto dalla relazione presentata durante i P&E Coating Days 2025 di
Roberto Giovenco, SBS Steel Belt Systems

La crescente attenzione verso i principi di economia circolare e sostenibilità sta spingendo il settore della verniciatura industriale a sviluppare soluzioni capaci di recuperare e valorizzare gli scarti di processo. In questo contesto, SBS Steel Belt Systems ha sviluppato un impianto per la rigenerazione delle vernici in polvere provenienti da fini e overspray, trasformando materiali destinati allo smaltimento in una nuova risorsa utilizzabile nel processo produttivo. Il tema è stato presentato da Roberto Giovenco di SBS Steel Belt Systems durante i P&E Coating Days 2025.

Dalla verniciatura in polvere allo scarto recuperabile

Le vernici in polvere offrono importanti vantaggi dal punto di vista qualitativo, ambientale e produttivo: possono eliminare le emissioni di COV, garantiscono elevate resistenze chimiche, agli agenti atmosferici, ai graffi e all’abrasione e permettono di ottenere elevati spessori con una singola applicazione.

Il processo genera tuttavia diverse tipologie di residui. Tra questi rientrano i “fini”, provenienti dai processi di micronizzazione dei produttori di polveri, e l’overspray, ovvero il prodotto che non si deposita sul manufatto durante l’applicazione. A questi si aggiungono prodotti non conformi, residui di produzione e polveri di magazzino non più vendibili o utilizzabili, ad esempio perché scadute.

Questi materiali mantengono le caratteristiche chimiche della polvere originale, ma la loro granulometria può essere troppo fine per consentire una corretta applicazione elettrostatica. Per questo motivo vengono normalmente considerati rifiuti. Il processo sviluppato da SBS permette invece di rigenerarli e riportarli all’interno del ciclo produttivo, a condizione che non siano contaminati o composti da materiali incompatibili.

Il processo di rigenerazione

Prima della lavorazione, i materiali vengono sottoposti a campionatura e codificazione presso il centro di rigenerazione SBS di Villafranca Tirrena. Vengono analizzati colore, composizione chimica e aspetto superficiale, verificando anche la compatibilità del materiale con il prodotto finale richiesto dal cliente.

Il processo di rigenerazione si sviluppa quindi attraverso diverse fasi:

  1. Premiscelazione – gli scarti vengono miscelati con una quantità definita di materie prime vergini, sulla base delle analisi preliminari.
  2. Estrusione – il materiale viene trasformato in una miscela omogenea.
  3. Raffreddamento e scagliettatura – la miscela viene solidificata e ridotta in scaglie.
  4. Macinazione – le scaglie vengono finemente macinate fino a ottenere una nuova polvere pronta per l’applicazione.

Ogni fase è accompagnata da controlli qualità per verificare il rispetto degli standard definiti.

Il ruolo del laboratorio e del controllo qualità

La rigenerazione non si limita alla trasformazione fisica del materiale. Il processo è supportato da attività di ricerca, sviluppo e controllo qualità che vengono effettuate prima, durante e dopo la lavorazione.

Le verifiche comprendono prove meccaniche, come test di impatto e piegatura, analisi colorimetriche tramite spettrofotometro e controlli della distribuzione granulometrica attraverso la diffrazione laser. Questi test permettono di verificare che la polvere rigenerata possieda caratteristiche compatibili con i sistemi di applicazione industriale e con le specifiche richieste.

Prodotti rigenerati e prodotti vergini a confronto

Uno degli aspetti centrali della sperimentazione riguarda il confronto diretto tra vernici in polvere rigenerate e prodotti ottenuti da materie prime vergini.

I test di laboratorio hanno evidenziato prestazioni molto simili tra le due tipologie di prodotto, al punto che le vernici rigenerate risultano comparabili e difficilmente distinguibili dai prodotti nuovi sotto il profilo delle caratteristiche analizzate.

Particolarmente significativo è il confronto relativo alle prestazioni anticorrosive, effettuato esternamente al laboratorio SBS attraverso il metodo ACET secondo ISO 17463. Entrambi i sistemi hanno mostrato valori di impedenza elevati prima della polarizzazione, indicativi di buone prestazioni anticorrosive. Il prodotto vergine ha evidenziato prestazioni leggermente superiori, mentre il profilo di assorbimento d’acqua (water uptake) è risultato sostanzialmente comparabile tra prodotto vergine e rigenerato.

Il vantaggio economico

La rigenerazione offre anche un’interessante opportunità di riduzione dei costi. Le polveri rigenerate possono essere prodotte in differenti effetti e finiture e mantenere standard qualitativi comparabili a quelli delle polveri convenzionali.

Il recupero dell’overspray assume particolare rilevanza nelle linee caratterizzate da frequenti cambi di colore. In impianti moderni e correttamente programmati, l’overspray può attestarsi intorno al 7%, ma questa quantità può aumentare sensibilmente in presenza di frequenti cambi colore. Recuperare anche una parte di questo materiale permette quindi di ridurre il valore economico degli scarti e migliorare il rendimento complessivo del processo.

Circolarità e sostenibilità

Il principale valore aggiunto del processo è tuttavia legato alla circolarità delle risorse. La rigenerazione permette di ridurre la quantità di polveri destinate allo smaltimento e di reintrodurre nel ciclo produttivo materiali che, in assenza di un processo di recupero, verrebbero considerati rifiuti.

Il modello proposto da SBS punta quindi a integrare recupero, rigenerazione e riutilizzo all’interno della filiera della verniciatura in polvere, riducendo contemporaneamente il consumo di risorse vergini e la produzione di rifiuti.

La rigenerazione di fini e overspray dimostra come uno scarto di processo possa diventare una nuova materia prima: attraverso una combinazione di tecnologia, controllo qualità e ricerca applicata, le vernici rigenerate possono raggiungere prestazioni comparabili a quelle dei prodotti vergini, offrendo al settore della verniciatura una soluzione concreta per ridurre costi, sprechi e impatto ambientale.

L’articolo completo è disponibile su Verniciatura Industriale 697.